La Storia di Pieve di Cento

Cento e Pieve tra dominazioni e voglia di indipendenza

Pieve di Cento sorse nell' VIII secolo, intorno alla pieve, ossia alla Chiesa, più importante del territorio, l'unica a possedere un fonte battesimale ed a presiedere alle altre chiese del territorio.

I primi documenti relativi ad insediamenti in un'area corrispondente all'attuale territorio dei comuni di Cento e di Pieve risalgono all'VIII e IX secolo d.C., epoca in cui questa zona era una vasta area paludosa, ricca di valli da pesca e marcata dal corso del fiume Reno.

Vicino al luogo dove oggi sorge l'attuale Collegiata di S. Maria Maggiore di Pieve di Cento si fondò un borgo elevato rispetto alla paludi circostanti, mentre un altro piccolo centro si formò, poco dopo l'anno Mille, attorno alla Chiesa di S.Biagio di Cento.

Quando, tra il IX e il XIII secolo, i borghi iniziarono a fortificarsi per difendersi dalle invasioni nemiche, la Chiesa ed centro abitato furono inclusi all'interno delle stesse mura. Sorsero pertanto due borghi fortificati isolati l'uno dall'altro, seppure vicini e costituenti un'unica comunità amministrativa.

Nel 1376 la "pieve" diventò comune autonomo con decreto del vescovo di Bologna, dando vita pertanto a Pieve di Cento.

Tra il 1378 ed il 1379 Cento ottenne il diritto di costruire un fonte battesimale presso la sua Chiesa di S. Biagio, ma riuscì a liberarsi dal dominio ecclesiastico di Pieve solo nel 1603, quando anche S. Biagio divenne "pieve" con bolla di Clemente VIII.

Nel 1457 si spostò l'alveo del fiume Reno che prima scorreva ad ovest di Cento, tra le due comunità, evidenziando pertanto ancora di più la separazione tra i due borghi.

Il desiderio di potere ed autonomia dei Comuni di Cento e di Pieve cresceva in proporzione al diminuire dell'autorità temporale del vescovo di Bologna il cui comune era anch'esso deciso ad ingrandire il suo territorio, essendo già riuscito, nel 1334, a farsi dare in affitto queste terre dal vescovo Bertrando di Furnel; infatti, nel 1381 il Comune di Bologna, riuscì ad ottenere che Cento e Pieve di Cento entrassero a far parte del territorio bolognese, pur riconoscendo loro una larga autonomia e numerosi privilegi legali e commerciali.

Nei secoli XIV e XV, Cento e Pieve seguirono quindi il destino politico di Bologna fino a che, nel 1502, passarono sotto la dominazione estense poiché dono di nozze del papa Alessandro VI Borgia alla figlia Lucrezia, maritata con Alfonso I d'Este duca di Ferrara.

La dominazione estense terminò nel 1598 quando Ferrara, all'estinguersi della dinastia Estense, passò per diritto di devoluzione allo Stato della Chiesa.

Cento e Pieve vissero allora, per circa due secoli, le vicende di Ferrara tra guerre, pace e pestilenze finché arrivò Napoleone a sconvolgere l'Europa.

In questo periodo storico ebbe una notevole importanza l'ordine dei Padri Scolopi che arrivarono a Pieve nel 1641 grazie all'interessamento del nobile pievese Francesco Maria Mastellari.

L'importanza dei Padri Scolopi fu legata soprattutto alla scuola annessa al convento in quanto s'impegnarono ad educare ed alfabetizzare bambini e ragazzi di qualsiasi classe sociale.

Negli archivi storici della biblioteca comunale e' conservata l'antica biblioteca dei Padri Scolopi, costituita da circa 2000 volumi dei secoli dal XV al XIX.

Le truppe di Napoleone giunsero vicino a Pieve nel 1796 e, quando nel 1814 se ne andarono definitivamente, Pieve ritornò allo Stato Pontificio, seppur in una situazione estremamente diversa.

Durante il periodo del Risorgimento i pievesi furono spesso in prima linea nelle lotte della prima guerra d'indipendenza ed in difesa della Repubblica Romana. Quando ci fu l'unita' d'Italia, il Comune fu aggregato alla provincia di Ferrara e solamente nel 1929, Pieve divenne parte della provincia di Bologna.

Nel 1865, a Pieve venne fondata la Società operaia di Mutuo Soccorso,un'organizzazione filantropica con tendenze liberali che voleva sostituire le organizzazioni assistenziali con indirizzo religioso.

Nel 1889 venne invece fondata la Società Mutua Cooperativa fra braccianti per concedere lavoro ai contadini.

Nel 1908 venne fondata la Camera del Lavoro di Cento e Pieve e gli iscritti furono 3000.

Le due guerre mondiali produssero però una battuta di arresto nello sviluppo economico del territorio fino alla fine degli anni Sessanta.

Da allora,fortunatamente, Pieve ha conosciuto una ripresa economica che lo ha reso un fiorente centro della piccola e media industria, e di qualificati servizi.